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B2/C1

Le piste dell’omicidio Gucci

La morte di Maurizio Gucci avvenuta la mattina del  27 marzo 1995 a Milano non è più un mistero.  

Guarda qui l’anteprima dell’unità didattica per livello B2/C1: Le piste dell’omicidio Gucci_Preview

Le piste dell'omicidio Gucci

DISPONIBILI IN FONDO ALL’ARTICOLO I PDF PER LO STUDENTE E PER L’INSEGNANTE.

L’accusa di omicidio a carico dell’ex-moglie Patrizia Reggiani, da cui Maurizio Gucci si era separato nel 1985 e da cui aveva divorziato un anno prima di venire assassinato a sangue freddo su un marciapiede milanese, è stata il culmine di una serie di indagini che avevano passato in rassegna la vita pubblica e privata dell’ultimo rampollo della prestigiosa casa di moda toscana.

La morte di Maurizio Gucci avvenuta la mattina del 27 marzo 1995 a Milano non è più un mistero.
L’accusa di omicidio a carico dell’ex-moglie Patrizia Reggiani, da cui Maurizio Gucci si era separato nel 1985 e da cui aveva divorziato un anno prima di venire assassinato a sangue freddo su un marciapiede
milanese, è stata il culmine di una serie di indagini che avevano passato in rassegna la vita pubblica e privata dell’ultimo rampollo della prestigiosa casa di moda toscana.

Prima che Patrizia Reggiani venisse accusata, processata e arrestata per l’omicidio del marito, gli inquirenti e la stampa avevano iniziato ad indagare sugli affari di Maurizio Gucci che si trovava in un momento di importanti cambiamenti nella vita professionale.

Investcorp

Con i soldi che aveva ricavato dalla vendita della sua quota del 50% dell’azienda di famiglia alla società araba Investcorp (per 270 miliardi di vecchie lire) aveva intenzione di aprire un casinò in Svizzera e un porto turistico in Spagna.

Investcorp è una società di private equity con sede in Bahrain, che per mestiere rileva quote di società con grosso potenziale, per portarle alla quotazione in Borsa e rivendere il pacchetto azionario sul mercato a un prezzo appetibile. All’epoca Investcorp era poco conosciuta nel mondo finanziario, anche se aveva fatto una fortuna con il salvataggio di Tiffany&Co. e la successiva quotazione in Borsa.

L’accordo con Investcorp era nato nel 1989, dopo che l’erede di Rodolfo Gucci, uno dei figli del fondatore Guccio, era riuscito a chiudere, a seguito di varie vicende giudiziarie, lo scontro con i cugini
Giorgio, Paolo e Roberto, figli di Aldo (fratello di Rodolfo).

Le piste dell’omicidio Gucci

Nonostante l’intervento della Investcorp avesse portato Maurizio Gucci a ottenere il totale controllo dell’azienda di famiglia, la sua gestione dispendiosa acuì le tensioni con la società del Golfo Persico.

All’inizio del 1993 la società finanziaria provò a mettere alle strette Maurizio Gucci pretendendo un aumento di capitale, ben sapendo che l’uomo era a corto di liquidità.

A cinque giorni dalla scadenza del termine, Maurizio pagò l’aumento di capitale, rivelando di aver trovato i soldi sotto una mattonella, grazie al suggerimento di suo padre, che gli era apparso in sogno.

Dopo la morte, avvenuta a due anni da quel fatto, gli inquirenti indagarono sulla provenienza del denaro, convinti che dietro l’omicidio ci fosse un finanziatore occulto che probabilmente non era stato ripagato
del prestito che aveva concesso.

Gli investigatori, però, accertarono successivamente che Maurizio Gucci aveva onorato quel debito e non gli restava altro che dirigere le indagini verso la vita privata dell’uomo.

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I governi tecnici in Italia: il governo Ciampi

DISPONIBILE COME RISORSA LIBERA tutto l’articolo, il podcast e le NOVE attività didattiche sul lessico giornalistico, la grammatica, la storia politica italiana, per gli studenti (I governi del Presidente: il governo Ciampi_B2+_S), unitamente al Worksheet con le indicazioni per gli insegnanti e le soluzioni (I governi del Presidente: il governo Ciampi_B2+_T).

GUARDA L’ANTEPRIMA

Credits: jimmyweee

LEGGI L’ARTICOLO, ASCOLTA IL PODCAST, SCARICA LE ATTIVITA’ DIDATTICHE

Febbraio 2021. Quando Sergio Mattarella convoca Mario Draghi al Quirinale per affidargli il governo, il pensiero corre subito ad un suo predecessore eccellente, Carlo Azeglio Ciampi

Se tutte le strade portano a Roma, quelle di Draghi e Ciampi li hanno portati precisamente a via Nazionale e a Palazzo Chigi. 

Mario Draghi, il Ciampi boy

Ai vertici di Bankitalia per 14 anni, Carlo Azeglio Ciampi è stato Primo Ministro del governo tecnico voluto dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel 1993. 

Di Scalfaro, Ciampi sarà poi il successore al Colle, nel 1999.

Durante le sua carriera come uomo di governo, Ciampi ricoprirà anche il ruolo di Ministro del Bilancio per il governo di Romano Prodi. In quel periodo, Ciampi creerà una squadra di giovani economisti per salvare l’Italia dall’esclusione dall’euro. 

I giornali li chiamano i Ciampi boys, e il primo ad essere appellato in questo modo è Mario Draghi, che nel 1991 è diventato Direttore Generale del Tesoro proprio su segnalazione di Carlo Azeglio Ciampi e che nel 2006 diventerà Governatore della Banca D’Italia.

Ciampi, da Via Nazionale a Palazzo Chigi

Il governo guidato da Giuliano Amato si dimette il 22 aprile 1993 dopo dieci mesi di agonia. 

C’è bisogno di un governo d’emergenza guidato da un tecnico autorevole che porti il Paese alle elezioni del 1994.

Per mezzo secolo in Italia ha governato un sistema politico che sta cadendo per mano dell’inchiesta Mani Pulite, partita nel febbraio del 1992 dalla Procura di Milano. Sempre nel 1992, a maggio e a luglio, Cosa Nostra ha ucciso i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 

Quell’ondata di terrore non si sarebbe fermata: nell’estate del 1993, pochi mesi dopo la caduta del governo Amato, altre bombe sarebbero scoppiate tra Firenze, Roma e Milano.

E’ in questo clima che Oscar Luigi Scalfaro vara il primo “governo del presidente” della storia, l’ultimo della Prima Repubblica.

Lo affida a Carlo Azeglio Ciampi, che in quel momento è il Governatore della Banca D’Italia. 

Il governo Ciampi: antefatto

Teniamo bene a mente in che periodo storico siamo.

Primi anni Novanta. Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 il Partito Comunista Italiano (PCI) cambia nome e diventa PDS Partito Democratico della Sinistra. Alla guida del cambiamento c’è Achille Occhetto, che dal 1988 è segretario del PCI di cui decide lo scioglimento e la fondazione del nuovo partito, con un orientamento verso la socialdemocrazia. Il PCI si scioglie il 3 febbraio 1991. Il nuovo partito, il PDS, nasce subito dopo, l’8 febbraio, con Achille Occhetto come segretario.

Il governo più veloce della storia

Torniamo all’aprile del 1993 e al governo tecnico di Ciampi.

Le consultazioni durano due giorni. Dopo 72 ore, ecco il governo: ci sono ministri tecnici, ma anche puri politici tout court. Ci sono pure quattro ministri di sinistra: tre ex-comunisti (ora PDS) e un Verde (il giovanissimo Francesco Rutelli, che non ha nemmeno 40 anni e a dicembre di quello stesso anno diventerà sindaco di Roma). 

Si dimettono tutti e quattro dieci ore dopo aver giurato.

Quello stesso giorno la Camera vota a maggioranza contro due richieste di autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi (segretario del Partito Socialista), accusato di corruzione. 

Ricordate? Siamo in piena Tangentopoli e le richieste di procedere contro Craxi arrivano dai magistrati di Mani Pulite.

Il PDS e i Verdi (insieme ad altri partiti tra cui la Lega e il Movimento Sociale Italiano, la destra nazionale) votano a favore del procedimento giudiziario. Per questo, nel neonato PDS la tensione era parecchia: indotto dalle pressioni interne, Achille Occhetto decide di ritirare i tre ministri del suo partito dal governo Ciampi, a titolo di protesta contro la decisione della Camera. Anche il partito dei Verdi ritirerà Rutelli dal nuovo governo.

Un governo di scopo

Risolta la questione ministri, il governo va avanti per sette mesi. 

Carlo Azeglio Ciampi lavora sul pareggio di bilancio, sulla difesa dei redditi dall’inflazione, sulla nuova spinta verso l’Europa, dopo il trattato di Maastricht del febbraio 1992, e riesce a restituire all’Italia fiducia e credibilità.

Il 13 gennaio 1994 Ciampi rassegna le dimissioni, ma resta formalmente in carica fino all’11 maggio 1994. La caduta del governo non è improvvisa, si sapeva già che sarebbe stato un governo di scopo.

Quale scopo?

Quello di votare la legge elettorale che i cittadini avevano chiesto attraverso un referendum proprio nell’aprile del 1993. 

La legge si chiama Mattarellum, dal nome del suo relatore, Sergio Mattarella.

Considerato una buona legge poiché prevede una rappresentazione più fedele della volontà popolare, il Mattarellum resterà in vigore fino al 2005.

Verso l’Euro

Con la fine del governo Ciampi si chiude la Prima Repubblica.

Chiamato dai governi di centro-sinistra a ricoprire il ruolo di Ministro del Tesoro, dal 1996 al 1999, Carlo Azeglio Ciampi preparerà il Paese negli anni che precedono l’entrata in vigore della moneta unica nel 2002, evento a cui assisterà da Presidente della Repubblica.

SCARICA LE ATTIVITA’ DIDATTICHE

Ascolta il podcast (voce Marco Chiappini)

Cent’anni di Baci (Perugina)

Cent'anni di Baci

Cent’anni di Baci.

Compiono cento anni i Baci più famosi del mondo. Ideati dalla brillante imprenditrice Luisa Spagnoli, i Baci sono poi diventati famosi grazie all’involucro contenente un messaggio d’amore.

Hanno contribuito alla loro notorietà anche numerose campagne commerciali, sempre originali e indimenticabili.

Un recente articolo de Il Sole 24 Ore celebra questo compleanno eccellente, sottolineando l’importanza che la fabbrica della Perugina ha avuto nella sua regione, in Italia e nel mondo:

Quella dei Baci è una storia imprenditoriale tipica italiana, fatta di amore, passione, impegno, creatività, cultura. Una storia legata alla città della sua origine: Perugia. Da un piccolo laboratorio del cioccolato, i Baci Perugina oggi sono una delle realtà industriali più importanti del Paese e considerati un’eccellenza in tutto il Mondo. Come tali sono stati in grado di generare valore e benessere economico per tutto il territorio umbro.

Cent’anni di Baci: le attività didattiche

Ecco due articoli con attività didattiche da scaricare, dove potete trovare la storia della società Perugina dalla sua fondazione, l’invenzione del Bacio, le campagne di marketing che l’hanno reso famoso:

La storia della Perugina, Livello B2/C1 ( attività didattiche su formazione dei sostantivi, lessico societario, presente storico)

Storia del cazzotto che diventò un Bacio, Livell B2/C1 (attività didattiche su verbi pronominali)

I verbi del Presidente

Lunedì 24 gennaio inizieranno le votazioni per le elezioni del Presidente della Repubblica italiana, in vista della scadenza del settennato di Sergio Mattarella, prevista per il 3 febbraio 2022.

In questi giorni sto facendo un po’ di ricerche per i nuovi contenuti (che troverete prossimamente nella sezione) e che naturalmente vorrei dedicare alla massima carica istituzionale.

Proverò a raccontarvi alcuni particolari momenti di crisi che l’Italia ha attraversato e la scelta, da parte del Presidente in carica, di ricorrere a un governo tecnico.

Proprio come ha fatto Sergio Mattarella con il Governo Draghi lo scorso febbraio, o come fece Giorgio Napolitano nel 2011, con il Governo Monti.

In questo articolo invece voglio parlarvi dei verbi del Presidente.

I verbi del presidente

Ho ascoltato il podcast Romanzo Quirinale (disponibile su Spotify) del giornalista Marco Damilano che fa un excursus molto interessante sulla storia d’Italia attraverso i Presidenti che si sono succeduti al Quirinale.

In particolare, nel terzo episodio si parla dei “verbi del Presidente”.

Ecco il pezzo:

Il Presidente della Repubblica può inviare messaggi alle Camere, autorizza i disegni di Legge, promulga le leggi, emana i decreti, indice le elezioni e i referendum, nomina i senatori a vita e i giudici della Consulta, ratifica i trattati, accredita i diplomatici, presiede il Consiglio Superiore della Magistratura e il Consiglio Supremo di Difesa, dichiara lo stato di guerra, può concedere la grazia e commutare le pene, conferisce le onorificenze.

Autorizza, promulga, emana, indice. E poi: nomina, ratifica, accredita, presiede, dichiara, conferisce: sono i verbi del Presidente. (Luigi, ndr) Einaudi li riassumeva in tre: consigliare, incoraggiare, avvertire.

(Tratto da Romanzo Quirinale Marco Damilano Ep.3 Il sogno dell’uomo forte)

Qui trovate le attività didattiche gratuite da scaricare per questo articolo.

Prossimi contenuti e articoli disponibili

A breve, i contenuti a pagamento.

Nel frattempo, potete leggere l’articolo e scaricare le attività didattiche sul Presidente Carlo Azeglio Ciampi, ex Governatore della Banca d’Italia, ex Presidente del Consiglio di un governo tecnico, il suo mandato da Presidente della Repubblica fu caratterizzato dal passaggio della lira all’euro.

Gli appuntamenti di gennaio

Il 2022 è alle porte e come già vi avevo preannunciato al mio ritorno da Stromboli (era settembre, lo so, il tempo è volato!) qualcosa è cambiato in questo blog.

Scrivere e creare contenuti didattici mi piace e ovviamente mi piace insegnare e studiare per tenermi aggiornata per fare in modo che i miei studenti possano imparare su materiali sempre più vicini al loro contesto di vita e di apprendimento.

Sebbene mi diverta a ricercare, rielaborare e creare, tutto questo ha un costo (soprattutto in termini di tempo da investire).

Per questo ho deciso di creare dei contenuti a pagamento, che potrete acquistare nella sezione Shop. Naturalmente, prima di acquistare potrete scaricare un’anteprima per capire se quel materiale potrà esservi utile e poi procedere all’acquisto.

Trovate un esempio di anteprima qui. (Le piste dell’omicidio Gucci, per livello B2/C1).

House of Gucci

In occasione dell’uscita dell’ultimo film di Ridley Scott, che in Italia è in sala dal 16 dicembre, ho deciso di creare altri contenuti sull’argomento, che ripercorrono la storia della famiglia sin dai tempi di Guccio Gucci, il fondatore, per attraversare le due Guerre e arrivare alla consacrazione internazionale con l’apertura del primo negozio americano a New York.

Gli appuntamenti di gennaio

I contenuti sono pronti. Ecco le anteprime e dove acquistarli.

Una corsa in ascensore (podcast e attività didattiche) VEDI QUI L’ANTEPRIMA.

Tra le due guerre (podcast e attività didattiche) VEDI QUI L’ANTEPRIMA.

Roma città aperta (podcast e attività didattiche) VEDI QUI L’ANTEPRIMA.

A mani vuote (podcast e attività didattiche) VEDI QUI ANTEPRIMA.

Staccare cedola

Ancora oggi è molto usata l’espressione staccare cedola o staccare dividendo per indicare quando un’azienda o un ente pubblico paga gli interessi o gli utili ai possessori di azioni e obbligazioni.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche e ascolta i podcast (speaker Marco Chiappini).

Leggi qui l’articolo completo.

I piani di risparmio

L’Italia è tradizionalmente un popolo di risparmiatori.

Eppure i risparmiatori italiani continuano a faticare parecchio a capire i piani di risparmio.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche per più livelli e ascolta il podcast (speaker Marco Chiappini).

Leggi qui l’articolo completo

The Blonde Salad: l’esordio di Chiara Ferragni nell’imprenditoria digitale

Dalla dichiarazione dei redditi 2019/2020, l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni vanta un patrimonio di 40 milioni di euro, frutto di collaborazioni, sponsorizzazioni, e di incassi delle sue tre aziende. La pubblicità, che ricomprende anche i suoi post di Instagram, produce da sola un fatturato di 11 milioni di euro.

Photo by Giorgio Montersino – Giorgio Armani Show, Milan Fashion Week MFW 2013

Di recente Chiara Ferragni è entrata a far parte del CdA di Tod’s S.p.A., un’azienda quotata, controllata dalla famiglia Della Valle, e specializzata nella produzione di calzature, abbigliamento e accessori.

La notizia ha prodotto un balzo del 14% del titolo Tod’s a Piazza Affari.

Oltre ai riconoscimento del mondo economico e finanziario c’era già stato anche quello accademico: nel 2014, infatti, la Harvard Business School aveva reso Chiara Ferragni oggetto di studio per aver fatturato 8 milioni di euro con la sua linea di scarpe in solo 6 anni.

The Blonde Salad: l’idea vincente di Chiara Ferragni e Riccardo Pozzoli

Era il 2009 e mi trovavo a Chicago per il quadrimestre di lavoro legato ai miei studi di marketing. Mi sono reso conto che in America i blogger facevano tendenza e condizionavano moltissimo i consumi. All’epoca Chiara postava le foto dei suoi outfit su varie piattaforme social, ottenendo un grande seguito. Così ci è venuta l’idea di aprire un suo blog. Abbiamo intravisto un’occasione di business, anche se non sapevo dove ci avrebbe portato. Il primo passo è stato acquistare il dominio da un provider americano.

Sono le parole di Riccardo Pozzoli in un’intervista per il magazine Millionaire, fondatore del blog che ha lanciato insieme a Chiara Ferragni, The Blonde Salad, con un investimento iniziale di 510 dollari (“10 per il dominio, il resto per la macchina fotografica”).

Sempre nell’intervista a Millionaire, Riccardo Pozzoli racconta l’idea che c’è dietro alla nascita di The Blonde Salad, sottolineando quanto oltre all’idea siano stati fondamentali anche il team e la dedizione al 100%.

In primo luogo il nostro connubio: Chiara appassionata di moda e fotografia e io orientato al marketing e al business. Abbiamo intuito che le aziende avevano un’esigenza di visibilità a cui noi abbiamo risposto con un progetto chiavi in mano apposta per loro. Abbiamo messo insieme l’aspetto creativo con quello promozionale. La pubblicazione dei post (su moda, viaggi, lifestyle) ogni mattina alle 9 rendeva la lettura un’abitudine quotidiana. Con i primi ricavi abbiamo allargato il team. La crescita è stata graduale. Fondamentale è stata la scelta di viaggiare tanto e avere da subito un respiro internazionale.

The Blonde Salad: espandersi sul mercato senza farsi travolgere

Il progetto non ci ha messo molto a prendere il volo: a febbraio 2010 Chiara Ferragni è stata invitata per la prima volta alla Settimana della moda di Milano che ha aperto alla realtà emergente, tutta nuova, di The Blonde Salad numerose occasioni di visibilità, tra cui alcune proposte di partecipazione a programmi televisivi.

“(…) decidiamo di rifiutare le ospitate: il mondo della moda è molto snob e la tv ci avrebbe allontanati dal nostro obiettivo. A volte serve la sensibilità di capire qual è la strada giusta da seguire o da evitare”.

Riccardo Pozzoli (intervista a Millionaire)

E Chiara Ferragni e Riccardo Pozzoli la scelta giusta da seguire l’hanno sicuramente capita.

Così come hanno capito che per consolidare i risultati ottenuti ed espandersi è fondamentale cambiare, evolversi.

Con l’avvento di Instagram molti dei blog che erano popolari all’inizio degli anni Dieci sono spariti, mentre The Blonde Salad ha cavalcato l’onda di quella che all’epoca era una novità nel mondo dei social, per crescere ancora e diventare un magazine di costume.

Dalla promozione dei prodotti dell’industria della moda alla decisione di lanciare la linea di scarpe a marchio proprio, Chiara Ferragni Collection.

Tutto questo nel giro di pochissimo tempo e mettendo in pratica quelli che sono i principi cardine di un’attività imprenditoriale di successo: avere ben chiara la propria visione di come fare impresa e riuscire ad arrivare in maniera semplice e chiara a un pubblico sempre più folto.

Parità di genere: la Società Italiana degli Economisti cambia nome

Nata nel 1950 con l’intento di promuovere la ricerca economica, la Società Italiana degli Economisti (SIE), dopo 70 anni, ha cambiato nome. 

Società Italiana degli Economisti

Società Italiana di Economia

Da anni, al suo interno, la Commissione di Genere della SIE lavora per raccogliere, elaborare, divulgare dati e informazioni riguardanti la parità di genere sia nelle Università italiane che tra gli economisti e le economiste, oltre che fornire informazioni utili alle stesse economiste all’inizio della carriera accademica.

Dopo anni di coinvolgimento nel dibattito sulla parità di genere, i membri della Società Italiana degli Economisti hanno deciso per un cambio dello storico nome, che dopo un iter burocratico di qualche mese è diventato Società Italiana di Economia.

E questo perché, ovviamente, a differenza degli anni in cui la SIE era stata fondata, l’economia oggi non è più appannaggio maschile.

Il dibattito linguistico in Italia

La notizia, che è dello scorso 22 dicembre, ha alimentato il dibattito linguistico e sociolinguistico sulla parità di genere della nostra lingua.

La lingua italiana adotta il maschile sovraesteso, cioè il genere maschile per indicare gruppi composti da uomini e donne.

In un’epoca in cui è in atto un cambiamento che le lingue stanno ormai registrando da tempo, il fatto che, in Italia, la maggioranza dei votanti dell’ex Società Italiana degli Economisti abbia considerato proprio la parola ‘Economisti’ anacronistica, è un bel passo in avanti.

Non sono pochi gli italiani e le italiane che si ostinano a non volere vedere questa necessità che ha la lingua di modificarsi per raccontare una realtà che di fatto sta cambiando.

Prendete il femminile di mestieri che prima si esprimevano solo al maschile.

A storcere il naso davanti a ministra, rettrice, sindaca, purtroppo, sono anche le donne, che si aggiungono alla folta schiera di coloro che, in nome della purezza dell’italiano, sostengono che queste sono solo battaglie da femministe.

La società cambia

La società cambia e la lingua ne registra anche le variazioni più impercettibili. Anzi, le anticipa, fornendoci così uno strumento sempre più capace di raccontare la realtà che ci circonda.

Oltre ai numeri, il settore dell’Economia si occupa di cultura e divulgazione.

E in questo senso il cambio di nome della SIE è un doppio riconoscimento: quello della presenza delle economiste, e quello di un linguaggio al passo con i tempi, attraverso il quale rappresentare la società oggetto di studio.

(E le custodi del patriarcato dovranno farsene una ragione)

Leggi qui gli altri articoli

Storia del cazzotto che diventò un bacio

Dopo aver ripercorso la storia societaria della Perugina (leggi l’articolo di domenica scorsa), vediamo oggi come nasce lo storico prodotto della casa di Perugia, il Bacio.

Che all’inizio era un cazzotto.

Riassunto delle puntate precedenti

Luisa Spagnoli fondò nel 1907 la società Perugina insieme al marito Annibale Spagnoli e ad altri soci, tra cui, in posizione marginale, l’imprenditore Francesco Buitoni.

Due anni dopo la società era sull’orlo del fallimento e per questo venne affidata al giovane Giovanni Buitoni, figlio diciottenne di Francesco, che riuscì a rimetterla in sesto grazie a una politica commerciale che aveva permesso alla Perugina di superare il periodo bellico.

L’espansione della Perugina non si arrestò dopo la fine della Prima guerra mondiale, ma nel 1923 Annibale Spagnoli si ritirò dall’azienda a causa di attriti interni.

La lungimiranza di Luisa Spagnoli

Sembra risalire al 1923 l’inizio della storia d’amore tra Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni. Le persone a loro vicine parlano di un legame profondo e riservato.

Luisa Spagnoli, lungimirante e attenta alla vita dei dipendenti dell’azienda, inizia in quegli anni ad impegnarsi per la costruzione di strutture sociali proprio a loro favore, come, per esempio, l’asilo nido nello stabilimento di produzione di Fontivegge.

Non è un caso che da una personalità così generosa e brillante nasca l’idea di un cioccolatino che ha fatto epoca.

Il cazzotto

Si dice infatti che il Bacio sia nato dall’idea di Luisa Spagnoli di impastare, con altro cioccolato i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei dolciumi.

Quel curioso cioccolatino aveva una forma irregolare che ricordava la sagoma di un pugno chiuso, dove la nocciola intera rappresentava la nocca più sporgente.

In poche parole, un cazzotto.

“Scusi, mi dà un cazzotto?”

Amministratore delegato della Perugina e Presidente della Buitoni, Giovanni Buitoni curava molto l’aspetto commerciale e delle vendite.

Aveva immaginato un cliente entrare in un negozio e dire “Scusi, mi dà un cazzotto?”

Per questo, non convinto del nome che la sua Luisa aveva dato al nuovo cioccolatino, lo ribattezzò con il nome che tutti oggi conosciamo.

I primi cartigli apparvero negli anni Trenta, ma non avevano tutta quell‘aura romantica che invece hanno oggi.

Una leggenda narra che Luisa Spagnoli scrivesse brevi messaggi d’amore a Giovanni Buitoni, avvolgendoli attorno ai cioccolatini che gli mandava perché li controllasse.

Nonostante la loro storia non fosse ufficiale, il direttore artistico della Perugina Federico Seneca prese spunto proprio da questo gesto per dare all’involucro con la frase d’amore un’attrattiva commerciale.

Le campagne pubblicitarie

Sul canale youtube del Bacio Perugina si possono vedere le campagne pubblicitarie ideate per promuovere sia il Bacio tradizionale che le sue varianti.

Nonostante i colori accattivanti dell’involucro, e gli accostamenti dei nuovi gusti ricercati e raffinati delle nuove versioni che si sono affacciate sul mercato, il Bacio tradizionale resta insostituibile.

La sua carta argentata con le stelle blu e quel sapore inconfondibile che si scioglie in bocca ce lo ricordiamo sin dalla nostra infanzia, quando spesso il Bacio rappresentava il premio per esserci comportati bene o aver preso un bel voto a scuola.

Oppure durante l’adolescenza quando attaccavamo sul nostro diario di scuola il cartiglio del Bacio che la persona del cuore ci aveva regalato.

E da adulti, quante volte un collega o una collega dopo averci visto di malumore, ci hanno allietato la giornata facendocene trovare uno sulla scrivania?

Perugina e Alitalia

Un’operazione di marketing che merita di essere ricordata è sicuramente quella di Perugina e Alitalia che hanno concepito una divulgazione congiunta per i Baci e il Boeing 747-200 denominato Portofino.

L’aeromobile, che operava sulla rotta Roma-New York alla fine degli anni Novanta, aveva una livrea completamente dedicata al Bacio: il blu al posto del bianco, le bande argentee al posto di quelle verdi e rosse, e la scritta sulla fiancata: “Baci dall’Italia. Baci da Alitalia“.

Qui trovate una foto dell’aeromobile.

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