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Gennaio 2022

I governi tecnici in Italia: il governo Monti

Un governo tecnico è caratterizzato da una non dichiarata identità politica ed è formato da personalità che hanno competenze tecniche specialistiche ed estranee alle forze politiche.

Si ricorre al governo tecnico in particolari situazioni di difficoltà o emergenza e nell’impossibilità di realizzare una maggioranza politica in Parlamento.

Negli ultimi dieci anni l’Italia è ricorsa al governo tecnico per ben due volte: il governo di Mario Monti nel 2011 e quello di Mario Draghi nel 2021.

In tutti e due i casi si è parlato di governo del Presidente, perché sono stati proprio i due Presidenti della Repubblica, nel 2011 Giorgio Napolitano e nel 2021 Sergio Mattarella, ad aprire le porte di Palazzo Chigi a Mario Monti e a Mario Draghi.

Novembre 2011: l’ombra dello spread

Mario Monti, il tecnico, fu chiamato nel 2011 dal capo dello Stato Giorgio Napolitano dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi.

La scelta cadde sull’ex rettore della Bocconi perché la maggioranza di governo, uscita vincente dalle elezioni del 2008, era “evidentemente logorata“.

Successivamente Napolitano fu accusato dal partito del Cavaliere di aver pianificato l’arrivo di Monti a Palazzo Chigi ben prima della scelta di Berlusconi di lasciare. Napolitano ha negato e ha difeso la sua scelta, scrivendo anche una lettera al Corriere della Sera, in cui ha parlato di Monti come risorsa per il Paese e ha definito le ipotesi di complotto come “fumo, soltanto fumo“.

Le tappe che portarono al governo Monti 

Nell’estate del 2011, quando cioè gli italiani scoprirono il significato della parola “spread”, erano ormai al culmine le tensioni e i dissensi nel governo tra il Presidente del Consiglio, il ministro dell’economia ed altri ministri. 

Il punto di rottura si ebbe con l’arrivo di alcune osservazioni delle autorità europee sulla politica economica che l’Italia avrebbe dovuto seguire per uscire da una situazione di crisi che rischiava di contagiare il resto dell’Eurozona.

L’8 novembre 2011, la Camera respinse il rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato; il differenziale Btp-Bund toccò il suo record storico a quota 574 punti (9 novembre). Berlusconi si rese conto a quel punto di non avere più una maggioranza in grado di sostenere il Governo e tre giorni dopo salì al Colle per dimettersi.

Il 16 novembre il presidente della Repubblica diede a Monti, già nominato Senatore a vita, l’incarico di formare un governo.

La scelta fu apprezzata a livello europeo e lo spread il 6 dicembre scese a 368 punti. Ma l’anno terminò comunque con il differenziale tra Bund e Btp di nuovo sopra quota 500.  

Le tappe che portarono al governo Monti le potete leggere anche qui:

Lo spauracchio della Patrimoniale (Livello C2, podcast)

Quel caldo agosto del 2011 (Livello C2, Worksheet and keys)

Lo spread al tempo della crisi (Livello C2, Worksheet and keys)

Cent’anni di Baci (Perugina)

Cent'anni di Baci

Cent’anni di Baci.

Compiono cento anni i Baci più famosi del mondo. Ideati dalla brillante imprenditrice Luisa Spagnoli, i Baci sono poi diventati famosi grazie all’involucro contenente un messaggio d’amore.

Hanno contribuito alla loro notorietà anche numerose campagne commerciali, sempre originali e indimenticabili.

Un recente articolo de Il Sole 24 Ore celebra questo compleanno eccellente, sottolineando l’importanza che la fabbrica della Perugina ha avuto nella sua regione, in Italia e nel mondo:

Quella dei Baci è una storia imprenditoriale tipica italiana, fatta di amore, passione, impegno, creatività, cultura. Una storia legata alla città della sua origine: Perugia. Da un piccolo laboratorio del cioccolato, i Baci Perugina oggi sono una delle realtà industriali più importanti del Paese e considerati un’eccellenza in tutto il Mondo. Come tali sono stati in grado di generare valore e benessere economico per tutto il territorio umbro.

Cent’anni di Baci: le attività didattiche

Ecco due articoli con attività didattiche da scaricare, dove potete trovare la storia della società Perugina dalla sua fondazione, l’invenzione del Bacio, le campagne di marketing che l’hanno reso famoso:

La storia della Perugina, Livello B2/C1 ( attività didattiche su formazione dei sostantivi, lessico societario, presente storico)

Storia del cazzotto che diventò un Bacio, Livell B2/C1 (attività didattiche su verbi pronominali)

La corsa al Quirinale: come si elegge il Presidente della Repubblica Italiana

(Foto tratta dal sito www.ilquirinale.it)

La corsa al Quirinale inizia ufficialmente lunedì 24 gennaio p.v. alle ore 15, data e ora della convocazione del Parlamento, da parte del Presidente della Camera Roberto Fico che presiederà la seduta riunita a Palazzo Montecitorio, insieme alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Non esistono candidati ufficiali alla Presidenza della Repubblica. In base alla Costituzione, può essere eletto ogni cittadino italiano o cittadina italiana che abbia compiuto 50 anni e che goda dei diritti civili e politici.

Gli elettori del Presidente della Repubblica sono 630 deputati e deputate, 321 senatori e senatrici (di cui 6 a vita), 58 delegati e delegate regionali (3 per ogni regione, tranne la Valle d’Aosta, che ha un delegato), per un totale di 1009 votanti.

Il voto è a scrutinio segreto. 

Nelle prime tre votazioni serve il quorum di due terzi dell’assemblea parlamentare, equivalente a 673 elettori su 1009. Dal quarto scrutinio, invece, è sufficiente raggiungere la maggioranza assoluta: cioè 505 elettori su 1009. 

Non partecipano al voto i Presidenti di Camera e Senato.

SCARICA QUI LE ATTIVITA’ DIDATTICHE PER LIVELLO B2.

I verbi del Presidente

Lunedì 24 gennaio inizieranno le votazioni per le elezioni del Presidente della Repubblica italiana, in vista della scadenza del settennato di Sergio Mattarella, prevista per il 3 febbraio 2022.

In questi giorni sto facendo un po’ di ricerche per i nuovi contenuti (che troverete prossimamente nella sezione) e che naturalmente vorrei dedicare alla massima carica istituzionale.

Proverò a raccontarvi alcuni particolari momenti di crisi che l’Italia ha attraversato e la scelta, da parte del Presidente in carica, di ricorrere a un governo tecnico.

Proprio come ha fatto Sergio Mattarella con il Governo Draghi lo scorso febbraio, o come fece Giorgio Napolitano nel 2011, con il Governo Monti.

In questo articolo invece voglio parlarvi dei verbi del Presidente.

I verbi del presidente

Ho ascoltato il podcast Romanzo Quirinale (disponibile su Spotify) del giornalista Marco Damilano che fa un excursus molto interessante sulla storia d’Italia attraverso i Presidenti che si sono succeduti al Quirinale.

In particolare, nel terzo episodio si parla dei “verbi del Presidente”.

Ecco il pezzo:

Il Presidente della Repubblica può inviare messaggi alle Camere, autorizza i disegni di Legge, promulga le leggi, emana i decreti, indice le elezioni e i referendum, nomina i senatori a vita e i giudici della Consulta, ratifica i trattati, accredita i diplomatici, presiede il Consiglio Superiore della Magistratura e il Consiglio Supremo di Difesa, dichiara lo stato di guerra, può concedere la grazia e commutare le pene, conferisce le onorificenze.

Autorizza, promulga, emana, indice. E poi: nomina, ratifica, accredita, presiede, dichiara, conferisce: sono i verbi del Presidente. (Luigi, ndr) Einaudi li riassumeva in tre: consigliare, incoraggiare, avvertire.

(Tratto da Romanzo Quirinale Marco Damilano Ep.3 Il sogno dell’uomo forte)

Qui trovate le attività didattiche gratuite da scaricare per questo articolo.

Prossimi contenuti e articoli disponibili

A breve, i contenuti a pagamento.

Nel frattempo, potete leggere l’articolo e scaricare le attività didattiche sul Presidente Carlo Azeglio Ciampi, ex Governatore della Banca d’Italia, ex Presidente del Consiglio di un governo tecnico, il suo mandato da Presidente della Repubblica fu caratterizzato dal passaggio della lira all’euro.

Gucci: a mani vuote (quarta parte)

Alla fine del 1952 Gucci apre il negozio di New York, che lo consacra tra i marchi europei più esclusivi. Ma due settimane dopo l’apertura ufficiale della boutique sulla Quinta Strada, Guccio Gucci muore per un attacco di cuore, mentre si sta preparando per andare al cinema con la moglie Aida.

Tutto l’articolo e le attività didattiche per gli studenti (A mani vuote_S), unitamente al Worksheet con le indicazioni per gli insegnanti e le soluzioni (A mani vuote_T),  il file audio (A mani vuote_audio)si possono acquistare nella sezione Shop.

Guarda l’anteprima:

Ascolta il trailer del podcast (voce Marco Chiappini).

Prossimamente l’intero podcast, l’articolo, le attività didattiche da scaricare disponibili nella sezione Shop.

Gli appuntamenti di gennaio

Il 2022 è alle porte e come già vi avevo preannunciato al mio ritorno da Stromboli (era settembre, lo so, il tempo è volato!) qualcosa è cambiato in questo blog.

Scrivere e creare contenuti didattici mi piace e ovviamente mi piace insegnare e studiare per tenermi aggiornata per fare in modo che i miei studenti possano imparare su materiali sempre più vicini al loro contesto di vita e di apprendimento.

Sebbene mi diverta a ricercare, rielaborare e creare, tutto questo ha un costo (soprattutto in termini di tempo da investire).

Per questo ho deciso di creare dei contenuti a pagamento, che potrete acquistare nella sezione Shop. Naturalmente, prima di acquistare potrete scaricare un’anteprima per capire se quel materiale potrà esservi utile e poi procedere all’acquisto.

Trovate un esempio di anteprima qui. (Le piste dell’omicidio Gucci, per livello B2/C1).

House of Gucci

In occasione dell’uscita dell’ultimo film di Ridley Scott, che in Italia è in sala dal 16 dicembre, ho deciso di creare altri contenuti sull’argomento, che ripercorrono la storia della famiglia sin dai tempi di Guccio Gucci, il fondatore, per attraversare le due Guerre e arrivare alla consacrazione internazionale con l’apertura del primo negozio americano a New York.

Gli appuntamenti di gennaio

I contenuti sono pronti. Ecco le anteprime e dove acquistarli.

Una corsa in ascensore (podcast e attività didattiche) VEDI QUI L’ANTEPRIMA.

Tra le due guerre (podcast e attività didattiche) VEDI QUI L’ANTEPRIMA.

Roma città aperta (podcast e attività didattiche) VEDI QUI L’ANTEPRIMA.

A mani vuote (podcast e attività didattiche) VEDI QUI ANTEPRIMA.

Carlo Azeglio Ciampi, un economista al Quirinale

Uomo dai valori risorgimentali e anti-fascisti, con i piedi ben piantati nella Costituzione e lo sguardo verso il futuro, Carlo Azeglio Ciampi è stato una delle figure più autorevoli in Italia e in Europa.

Carlo Azeglio Ciampi “Una vita nelle Istituzioni” (Rai TG1/MEF Ministero Economia e Finanza)

La sobrietà

Eletto decimo Presidente della Repubblica Italiana il 13 maggio 1999, a 79 anni, il suo settennato al Quirinale è stato caratterizzato da orgoglio nazionale, forte sentimento europeista, e sobrietà.

Una sobrietà che Carlo Azeglio Ciampi aveva rintracciato proprio nell’idea di Europa comune già dagli anni Settanta, convinto che il rigore richiesto da Bruxelles avesse potuto aiutare l’Italia a portare avanti uno sviluppo economico e sociale.

Dalla filologia alla Banca D’Italia

L’incarico da Presidente della Repubblica è arrivato alla fine di una carriera ricca e inarrestabile, iniziata nel 1946 a 26 anni in Banca D’Italia, fresco di matrimonio con la coetanea Franca Pilla (che da first lady diventerà per tutti gli italiani, affettuosamente, donna Franca) e con due lauree all’attivo, la prima in Lettere (con una tesi in Filologia classica), la seconda in Giurisprudenza.

Partito con la qualifica da impiegato al Servizio Studi della banca centrale italiana, nel 1979 ne diventò Governatore, carica che ricoprì fino al 1993.

Per Carlo Azeglio Ciampi il suo ruolo fu quello di preservare l’integrità della Banca D’Italia e soprattutto la sua capacità operativa, come strumento efficiente al servizio del Paese e non come “corpo monocratico borioso e disdegnoso“.

Gli anni di Via Nazionale: tra violenti omicidi e lotta all’inflazione

Negli anni di Carlo Azeglio Ciampi a Via Nazionale si susseguono gravissimi fatti di cronaca legati agli scandali finanziari dell’epoca.

Primo fra tutti, nel luglio del 1979, l’uccisione a sangue freddo di Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore a seguito del crac della Banca Privata Italiana del banchiere Michele Sindona, mandante dell’omicidio Ambrosoli, e che morirà in carcere nel 1986, dopo aver bevuto un caffè al cianuro.

In mezzo, anche la morte del banchiere Roberto Calvi, trovato appeso sotto il ponte dei Frati Neri (Black Friars bridge) a Londra, nel giugno del 1982.

Seppur gravi, questi fatti non distolsero Carlo Azeglio Ciampi dall’affrontare questioni urgenti come, tra gli altri, l’inflazione oltre il 20%, il venerdì nero della lira del 1985, quando un enorme acquisto di dollari dell’Eni fece schizzare il cambio lira/dollaro; e ancora, la battaglia (persa) contro e la svalutazione della moneta italiana, che, nel settembre del 1992, pagò lo scotto di essere una valuta debole, e per questo bersaglio di sanguinose speculazioni finanziarie.

Un tecnico autorevole a Palazzo Chigi

Nel 1993 la Prima Repubblica stava cadendo, pezzo dopo pezzo, sotto i colpi dell’inchiesta giudiziaria di Tangentopoli.

C’era bisogno di un governo d’emergenza guidato da un tecnico autorevole che portasse il Paese alle elezioni del 1994 (che segnarono l’avvento di Silvio Berlusconi in politica).

Carlo Azeglio Ciampi lavorò per un anno sul pareggio di bilancio, sulla difesa dei redditi dall’inflazione, sulla nuova spinta verso l’Europa, dopo il trattato di Maastricht del febbraio 1992, e riuscì a restituire all’Italia fiducia e credibilità.

L’Euro in testa

Chiamato dai governi di centro-sinistra di Romano Prodi e Massimo D’Alema a ricoprire il ruolo di Ministro del Tesoro, dal 1996 al 1999 Carlo Azeglio Ciampi preparò il Paese negli anni che precedettero l’entrata in vigore della moneta unica, allo scoccare del 2002, evento a cui assistette da Presidente della Repubblica.

Con l’euro in testa dagli anni di Banca D’Italia, sia perché era un’idea che non aveva mai abbandonato, nonostante i gravosi incarichi istituzionali, e anche perché era stata sempre in cima alla lista dei suoi progetti.

Da Ministro del Tesoro, nel 1998, scelse l’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci come effige per la moneta da 1€ in circolazione in Italia.

L’opera di Leonardo rappresenta il Rinascimento, un periodo storico focalizzato sull’Uomo: una scelta quella di Ciampi segnata dalla convinzione di una “moneta al servizio dell’Uomo” invece dell’Uomo al servizio del denaro.

Esattamente come è stato Carlo Azeglio Ciampi, un uomo al servizio delle istituzioni che ha rappresentato nel corso della sua vita.

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