Er Madoff alla vaccinara

Conosciuto come il Madoff dei Parioli, o anche come il Madoff alla vaccinara, con riferimento al famoso piatto tipico della cucina romana, Gianfranco Lande operava da anni nell’elegante quartiere Parioli della capitale.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche in .pdf e ascolta i podcast (speaker Marco Chiappini).

La Tobin Tax

La Tobin Tax è un’imposta pensata nel 1972 dall’economista premio Nobel James Tobin, che fu tra i primi a proporre un prelievo sulle transazioni finanziarie, al fine di scoraggiare le speculazioni sulle valute.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche in .pdf e ascolta i podcast (speaker Marco Chiappini).

La lingua plastica: piuttosto che e quant’altro

Risale più o meno agli anni Novanta il consolidamento dell’uso di piuttosto che con valore disgiuntivo, cioè con il significato di oppure, dimenticando il suo uso corretto, quello di invece di.

Oltre all’abuso di piuttosto che, ci sono altri modismi che hanno preso piede nella lingua italiana in quello stesso periodo. Quant’altro, (ab)usato per dire eccetera, è uno di questi.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche in .pdf e ascolta i podcast (speaker Marco Chiappini).

Gli appuntamenti di settembre

Tra lavori in corso e una ritrovata energia, ecco quali sono gli appuntamenti di settembre di Italiano della finanza.

Il vulcano Stromboli

Domenica scorsa sono tornata da Stromboli, un’isola delle Eolie il cui fascino è reso ancora più magnetico dalla presenza di iddu, il vulcano attivo che fa sentire la sua presenza in quasi ogni momento della giornata.

Se non ci siete stati, vi consiglio di iniziare a pensare a un soggiorno sull’isola.

Ma non programmate nulla.

Su un’isola circondata dal mare e dominata da un vulcano sono davvero tante le incognite che impediscono di rispettare piani, giorni e orari. A Stromboli comanda la natura. E basta.

E forse è proprio questo che la rende così attraente.

Se mi chiedete il perché di questo attaccamento all’isola, e se lo chiedete agli innumerevoli compagni di viaggio che ho conosciuto durante i miei quattro soggiorni a Stromboli, dal 2009, la prima risposta che mi viene in mente è: l’energia.

Tra cielo, terra, mare, acqua, fuoco, Stromboli ti mette a contatto con la Natura e ti consente di riscoprire la tua vera natura; quella stessa natura che, dopo mesi e mesi di chiusure e solitudini, in molti di noi avevano dimenticato.

L’idea di questo blog mi era venuta a Stromboli, l’anno scorso, proprio di questi tempi.

Anche l’idea di trasformare il blog in qualcosa di più strutturato ha iniziato a prendere forma durante i miei giorni sull’isola, ma per vederne i risultati dovrete aspettare ancora un po’.

Gli appuntamenti di Settembre

Nel frattempo, per le prossime domeniche, potrete scaricare le attività didattiche in .pdf di quattro podcast pubblicati precedentemente.

Ecco le date e gli argomenti dei prossimi articoli:

Domenica 5 settembre 2021. La lingua plastica: piuttosto che e quant’altro (livello B2/C1, Aspetti sociolinguistici, Lessico bancario, Linguaggio figurato e metaforico);

Domenica 12 settembre 2021. La Tobin Tax (livello C1, Lessico delle imposte e delle tasse, Linguaggio figurato e metaforico, Linguaggio della stampa);

Domenica 19 settembre 2021. Er Madoff alla vaccinara (livello C1, Aspetti sociolinguistici, Lessico dei reati finanziari, Linguaggio figurato e metaforico);

Domenica 26 settembre 2021. Lo spauracchio della Patrimoniale (livello C2, Aspetti sociolinguistici, Lessico degli investimenti mobiliari e immobiliari, Lessico delle imposte e delle tasse, Linguaggio figurato e metaforico).

Buon inizio di settembre a tutti.

Lo spauracchio della Patrimoniale

Il 12 agosto 2011 me lo ricordo bene. 

Era un venerdì di mezza estate, di quelli che in giro per Roma c’è il consueto fuggi fuggi generale che preannuncia l’imminente Ferragosto.

La patrimoniale

Lavoravo in banca come consulente e quella mattina fu piuttosto movimentata.

La notizia di una nuova, urgente, manovra finanziaria prevista per quella sera, aveva destato molte preoccupazioni in buona parte dei miei clienti.

Nonostante il decreto del mese precedente, con il quale il Governo aveva promesso all’Europa il pareggio di bilancio entro il 2014, l’Italia continuava a essere bersaglio di parecchi speculatori.

Piazza Affari continuava a registrare risultati negativi giorno dopo giorno. 

I miei clienti avevano soldi investiti principalmente in titoli obbligazionari di stato, qualcuno possedeva fondi azionari, ma la loro più grande paura era per la liquidità che tenevano sul conto corrente.

Lo spauracchio della Patrimoniale e la sceneggiata di Berlusconi

Eh sì. Perché 20 anni prima, nel 1992, il Governo di Giuliano Amato aveva imposto un prelievo forzoso del 6 per mille sui conti correnti e sui depositi bancari e postali. 

Quella misura, che Amato definì un male necessario, faceva parte di una manovra finanziaria che avrebbe coperto le perdite derivate dalla svalutazione della lira. 

Ma torniamo al 2011 e ai miei clienti. Insomma, qualcuno di loro aveva preso la macchina per lasciare la sua casetta al mare e precipitarsi in banca per acquistare il titolo di stato a breve termine (il Bot), così da liberarsi della liquidità del conto corrente, e mettere al riparo i soldi da un’eventuale tassa patrimoniale.

Quella sera Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti andarono in onda a reti unificate, mettendo in piedi una di quelle sceneggiate in cui gli italiani sono davvero maestri. 

Il nostro cuore gronda sangue quando pensiamo che uno dei vanti di questo governo era quello di non avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani.” Queste le parole di Berlusconi.

Tremonti puntò sulla tempestività di un decreto che il Governo aveva studiato e realizzato in sette giorni. “Se c’è un caso di necessità e urgenza per un decreto questo è un caso di necessità e urgenza.”

Beh, dopo i decreti di Giuseppe Conte in piena pandemia, sette giorni sono decisamente tanti..

Per quello che riguardava il mio lavoro, la manovra non colpì i saldi dei conti correnti. Anzi. Fino ad allora gli interessi prodotti dai depositi e dai conti erano stati tassati al 27%. Questa aliquota fu ridotta, per allinearsi alla tassazione sulle rendite finanziarie, che dal 12,50 passò al 20%.

I proventi dei titoli di stato (tra cui i Bot) restarono al 12,50%. 

Tutto questo con buona pace dei miei clienti, che ripresero a godersi il loro soggiorno vacanziero, praticando lo sport che più preferivano.

Lamentarsi che “non si sa più come investire i soldi”.

Eh già.

Ascolta il podcast (speaker Marco Chiappini)

Ascolta gli altri podcast.

Quel caldo agosto del 2011

Il denaro non dorme mai, come dice Gordon Gekko in Wall Street, e non va nemmeno in vacanza.

quel caldo agosto del 2011

Agosto come da tradizione è un mese vacanziero, ma è sempre piuttosto movimentato sul fronte della finanza e della politica.

Oggi vi racconto cosa successe in quel caldo agosto del 2011, quando il governo Berlusconi era agli sgoccioli e tentò di mettere una toppa alle richieste della BCE con una manovra finanziaria che annunciò la sera di venerdì 12 agosto. Verso le 10.

Venerdì. 12 agosto. Verso le 10. Di sera.

Quando noi italiani, dalla notte dei tempi, siamo alle prese con borse frigo e borsoni da mare.

Figuratevi se pensiamo pure alla Borsa.

Luglio, col bene che ti voglio

L’Europa chiede all’Italia il pareggio di bilancio entro l’anno 2014 (siamo nel 2011), necessario per ridurre il debito pubblico.

La riduzione del debito pubblico è necessaria affinché i soldi che lo stato italiano deve pagare a titolo di interessi possano destinarsi alle iniziative per i cittadini e le imprese.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro del Tesoro Giulio Tremonti ricorrono a una manovra finanziaria di 47 miliardi, che però non basta a mettere a freno l’ondata di speculazioni che sta per abbattersi sui mercati italiani.

A questo si aggiungono gli inasprimenti dei rapporti tra il governo, le opposizioni e le parti sociali.

Giovedì 4 agosto: anticipare i tempi del risanamento

Nonostante le rassicurazioni della manovra appena rilasciata, l’Europa richiama nuovamente l’Italia per accelerare i tempi di raggiungimento del pareggio di bilancio.

L’incertezza è particolarmente alta e la crescita economica dell’area euro è in decelerazione. (…) Anche per l’Italia, come gli altri Paesi dell’area euro, le riforme strutturali sono necessarie, e in particolare occorre anticipare i tempi del risanamento fiscale.

Sono le parole del Presidente della BCE Jean-Claude Trichet a pesare come un macigno sulla Borsa di Milano che lascia sul terreno più del 5%. Nella stessa giornata, Piazza Affari è alle prese un problema nella distribuzione dei dati attraverso alcuni canali di informativa, ma nonostante i problemi di diffusione dei dati, i mercati hanno continuato a funzionare regolarmente.

Lo spread tra Bpt e Bund tedeschi si attesta a 390,2 e supera il record negativo di 390 punti base, toccato il giorno prima.

Pochi mesi dopo, il 9 novembre 2011, lo spread sarebbe arrivato a toccare il record negativo di 575.

Mercoledì 10 agosto: un’altra giornata di passione

La seduta di mercoledì 10 agosto è – secondo il Sole 24 Oreun’altra giornata di passione per le Borse europee.

Dalla Francia soffia il vento del panico da vendite, dopo alcune voci su un possibile declassamento della Francia da parte di S&P e Moody’s. Oltre al debito sovrano, anche la solidità del sistema bancario d’Oltralpe è in affanno. Le indiscrezioni su una crisi di liquidità di Societè Genèrale fanno sprofondare il titolo del 20%, trascinando gli altri titoli dello stesso comparto.

A fare da fanalino di coda in Europa è Piazza Affari che perde il 6,65%. Anche in Italia sono i titoli del credito a soffrire dell’ondata incontrollata di vendite.

Soffre anche Wall Street dove non basta l’annuncio della Fed di continuare a mantenere i tassi di interesse vicino allo zero per i successivi due anni. L’indice Dow Jones, infatti, chiude in calo del 4,63%.

Venerdì 12 agosto: la preoccupazione di Napolitano

In un clima già difficile da punto di vista economico e finanziario, si acuiscono i contrasti tra le parti politiche e sociali, destando più di qualche preoccupazione al Capo dello Stato, all’epoca Giorgio Napolitano.

Secondo una nota diffusa dal Quirinale

Il Capo dello Stato, che nel corso di tutti i colloqui svoltosi ieri e oggi si è ispirato alle preoccupazioni ed esigenze più volte espresse negli ultimi tempi, è ora in attesa delle deliberazioni che il Consiglio dei Ministri adotterà per far fronte ai gravi rischi emersi per l’Italia in conseguenza delle tensioni sui mercati finanziari, e per corrispondere alle attese delle istituzioni europee. (…) Il Presidente Napolitano ha espresso in particolare l’auspicio che prima e dopo le deliberazioni del Consiglio dei Ministri si sviluppi il confronto più attento, aperto alle proposte di tutte le forze politiche e sociali che, come già ieri in Parlamento, appaiono consapevoli delle comuni responsabilità nell’attuale delicatissimo momento.

Alle 19 della stessa giornata viene convocato il consiglio dei ministri per l’esame di provvedimenti urgenti in materia finanziaria, anticipando di alcuni giorni l’incontro che era già stato fissato per giovedì 18 agosto.

La data del 18 agosto si percepisce come troppo lontana. Inoltre, il vertice di Palazzo Chigi si tiene a Borse chiuse, e a ridosso del fine settimana, quindi con due interi giorni di stop alle contrattazioni e a ulteriore manovre speculative.

Ascolta il podcast di mercoledì prossimo per sapere di più.

La sfida delle Fintech in Italia

Cos’è esattamente una società Fintech? Se ne sente parlare spesso, e soprattutto usiamo tutti i giorni i servizi messi in campo da queste aziende. 

Quali?

Beh, per esempio le app di pagamento, per trasferire o ricevere denaro; oppure quelle che ci consentono di sostenere un progetto attraverso il crowdfunding, ovvero il finanziamento collettivo. O addirittura i robo-advisor, le app che possono seguirci e consigliarci nella scelta di un investimento.

Fermi tutti. Già vi sento dire: “E le persone? Che fine faranno? Saremo comandati da robot?”

Facciamo un passo indietro.

Fintech è una parola nuova, nata dall’unione di finanza e tecnologia. E’ l’applicazione della tecnologia ai servizi finanziari, accompagnata dallo user experience.

L’esperienza dell’utente è la chiave delle compagnie Fintech perché  mette al centro dell’utilizzo le percezioni personali su aspetti come l’utilità, la semplicità e l’efficienza.

E la vera rivoluzione è questa. Iniziata nel 2008, proprio con una crisi globale causata dal fallimento di una delle banche che si ritenevano più solide (Lehman Brothers), i clienti hanno iniziato a perdere fiducia nel sistema bancario tradizionale.

Se a questo aggiungiamo la difficoltà che i clienti da sempre incontrano nell’uso dei servizi della banca e la scarsa innovazione che gli istituti di credito hanno apportato nel loro sistema, è facile capire perché le Fintech stiano prendendo sempre più piede.

L’esperienza dell’utente al centro

Dall’avvento dell’internet banking (e parliamo di 20 anni fa) la banca tradizionale non si è più innovata.

O meglio: tanta tecnologia, quella sì, ma poco, pochissimo user experience.

Le nuove aziende finanziarie tecnologiche sono in grado di rendere i servizi accessibili, semplici da utilizzare, e, soprattutto, trasparenti. 

Non soltanto posso fare un pagamento con la stessa facilità con cui scelgo un podcast su Spotify, ma posso usufruire di prezzi più bassi (perchè non ci sono i costi delle sedi fisiche come le filiali) e vengo informato immediatamente del costo del servizio, senza dover cercare tra gli innumerevoli fogli informativi di una banca classica.

E allora le banche? Che fine faranno?

Quello che sta accadendo ora sul mercato italiano è una collaborazione tra gli istituti di credito tradizionali e queste nuove aziende che sono in grado di completare l’offerta di quei servizi che una banca non ha, o i cui tempi di esecuzione sono lunghi (pensiamo ai servizi per le imprese).

E i dipendenti della banca? Rischiano di essere mandati a casa?

La sfida delle Fintech in Italia

Ecco, questo secondo me è un punto interessante. Con i robo-advisor uno potrebbe pensare che la figura dei consulenti finanziari rischi l’estinzione. Invece l’avvento delle Fintech potrebbe dare l’opportunità a certe professionalità di specializzarsi ancora di più. 

Se i clienti possono sottoscrivere tramite app un piano d’accumulo di 50 euro al mese, vuol dire che i consulenti avranno più tempo da dedicargli su questioni più specifiche, come la scelta del mutuo, la pianificazione successoria, la composizione di un fondo pensione.

Inoltre, e questo vale ancora di più per l’Italia dove l’educazione finanziaria è carente, avere i soldi a portata di App ci porterebbe ad avere più confidenza con le nostre finanze. 

Di fatto gli italiani considerano i soldi un tabù. 

Fateci caso: c’è sempre una certa ritrosia quando si tratta di parlare di stipendio, risparmi, eredità debiti.


E questo è anche perché i nostri soldi noi non li conosciamo.

Ascolta il podcast (speaker Marco Chiappini)

Ascolta gli altri podcast

Il punto della situazione

Italiano della Finanza è nato a ottobre 2020, e di idee ne ho sempre avute parecchie (e ne ho ancora!) e dai riscontri che mi sono arrivati ho capito che gli argomenti scelti hanno trovato un buon gradimento.

Di questo risultato sono soddisfatta, ma vorrei sentire la voce di voi lettori e ascoltatori.

Cliccando qui troverete un velocissimo (16 domande) sondaggio (anonimo) le cui risposte saranno un’indicazione importante per i prossimi contenuti.

Grazie!

L’imposta di successione

Facciamo oggi un’excursus storico, politico e sociale sull’imposta di successione, che si applica sui beni caduti in eredità. Da anni si parla di quanto l’imposta di successione in Italia sia alquanto generosa e di come l’aumento delle aliquote e la diminuzione delle franchigie potrebbero contribuire a una più giusta ripartizione della ricchezza.

imposta di successione

Cenni storici

Il moderno prelievo sulle successioni è nato in Francia nel 1704, quando in Italia già c’erano state la vigesima hereditatum dell’imperatore Augusto nel 7 d.C. e alcuni tributi più recenti, come il quintello veneziano del 1565.

Si trattò della trasformazione dell’imposta di registro, che si pagava per il servizio di autenticazione e datazione dei testamenti, che si applicò così sulle quote ereditarie articolata per grado di parentela.

L’esempio francese fece scuola in quasi tutta Italia durante il periodo napoleonico.

Dopo la Restaurazione, sei dei sette Stati preunitari avevano un’imposta modellata su quella d’oltralpe; tranne il Regno delle Due Sicilie, dove vigevano degli diritti fissi bassissimi sui testamenti e dove il prelievo fiscale sulle successioni in linea retta addirittura si azzerava.

Nel 1862 si estese all’Italia appena unificata il sistema piemontese, che era il più oneroso di tutti anche perché colpiva l’asse ereditario al lordo delle passività. In questo modo si poté uniformare il peso del tributo tra le varie province e soprattutto trarre maggiori entrate per l’erario.

Dall’unità d’Italia in poi si è passati per tre tipi di tributi.

Alla forma classica di prelievo sulle singole quote degli eredi si aggiunse nel 1942 l’imposta applicata all’intera eredità prima della divisione in quote (chiamata l’imposta sul morto). Le due imposte si fusero nel 1972: il prelievo sul valore globale era l’unico dovuto fra coniugi e parenti in linea retta, mentre per tutti gli altri eredi si applicava anche quello sulle quote. 

L’importanza dei gradi di parentela nell’imposta di successione

Per capire l’applicazione dell’imposta di successione è importante chiarire le linee e i gradi di parentela.

Il grado di parentela dipende dal numero di persone che ci sono tra l’erede e il de cuius; la linea invece può essere retta, quando le persone discendono l’una dall’altra (padre e figlio, per esempio); oppure in linea collaterale, quando la persona deceduta e l’erede non discendono l’una dall’altra, come nel caso di zio e nipote.

Quindi i figli sono parenti in linea retta discendente di primo grado, mentre i nipoti (figli dei figli) lo sono di secondo grado e i bisnipoti, di terzo grado; i fratelli e sorelle sono parenti in linea collaterale di secondo grado; e i loro figli, cioè i nipoti sono parenti in linea collaterale di terzo grado.

La storia recente è piuttosto travagliata, ma con una tendenza molto chiara. Dopo che nel 2000 il governo Amato ridusse le aliquote e tolse la franchigia unica, il governo Berlusconi abolì del tutto l’imposta l’anno successivo. Il governo Prodi la reintrodusse nel 2006, ma senza modifiche rispetto alla versione del 2000.

Una tassazione troppo generosa

Attualmente, l’imposta di successione per i figli e per i parenti in linea retta è del 4 per cento, ma con una franchigia di un milione di euro: significa che deve pagare l’imposta soltanto chi riceve in eredità un patrimonio di oltre un milione (e soltanto sulla parte eccedente il milione), mentre gli altri non hanno nessun obbligo. 

La tassazione italiana sull’eredità è alquanto generosa, sia per le aliquote esigue che per le franchigie elevate. E non solo. Ci sono beni esenti dall’imposta – per esempio i soldi investiti in titoli di Stato o in assicurazioni a gestione separata – e inoltre il calcolo del valore degli immobili in eredità non è aggiornato ai crescenti valori di mercato.

La proposta di Enrico Letta e del Partito Democratico

Lo scorso maggio nel dibattito politico italiano si è parlato nuovamente di imposta di successione, dopo che il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha proposto di aumentare sensibilmente le aliquote per i passaggi ereditari da genitori a figli superiori ai 5 milioni di euro (praticamente l’1 per cento più ricco della popolazione), per introdurre misure di sostegno economico per i più giovani.

La proposta di Letta è stata accolta con freddezza dal presidente del Consiglio Mario Draghi – «in generale non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli», – e ha trovato, ovviamente, l’opposizione delle forze di centrodestra, in particolare della Lega. Anche all’interno del PD ha suscitato qualche mal di pancia, visto che l’aumento dell’imposta di successione potrebbe risultare impopolare tra gli elettori.

Con la proposta del PD si manterrebbe la franchigia da un milione; chi eredita tra uno e 5 milioni continuerà a pagare il 4 per cento (sulla parte eccedente il milione); mentre chi eredita più di 5 milioni dovrà pagare un’imposta del 20 per cento (sempre sulla parte eccedente).

Questa redistribuzione della ricchezza che si inserisce nel dibattito in corso da tempo in Italia e in gran parte dei paesi più ricchi sull’opportunità e sulla funzione delle imposte di successione.

Il contesto europeo e la pressione fiscale in Italia

L’aliquota media dell’imposta di successione dei paesi OCSE è del 15 per cento.

La Francia ha una franchigia di centomila euro (contro il milione di euro dell’Italia) e l’aliquota varia dal 5 al 60 per cento, con un valore medio del 45 per cento. In Germania l’aliquota massima è del 30 per cento, nel Regno Unito del 40 per cento.

In Italia, i detrattori della tassazione dell’eredità sostengono però che anche se le imposte di successione sono decisamente più basse della media dei paesi ricchi, tutte le altre sono invece più alte. Secondo i dati del 2019, l’Italia era sesta in Europa per pressione fiscale.

Prima di alzare l’imposta di successione bisognerebbe perciò pensare a una riforma complessiva del fisco italiano, posizione adottata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi.

La programmazione estiva

Ecco un riepilogo degli appuntamenti di LUGLIO e AGOSTO con articoli, attività didattiche da scaricare, podcast e newsletter.

Domenica 4 luglio 2021 La Svizzera e il segreto bancario (Articolo e attività didattiche in .pdf).

Mercoledì 7 luglio 2021 Un paradiso….(fiscale)! (Podcast).

Venerdì 16 luglio 2021 IL QUINDICINALE la newsletter di Italiano della Finanza. Se non vi siete ancora iscritti, fatelo qui.

Domenica 18 luglio 2021 Come si dice Whistleblower in italiano? (Articolo e attività didattiche in .pdf).

Mercoledì 21 luglio 2021 Che la pace (fiscale) sia con voi! (Podcast).

Domenica 1 agosto 2021 L’imposta di successione in Italia (Articolo e attività didattiche in .pdf).

Mercoledì 4 agosto 2021 La sfida delle Fintech in Italia (Podcast).

Domenica 22 agosto 2021 Quel caldo agosto del 2011 (Articolo e attività didattiche in .pdf).

Mercoledì 25 agosto 2021 Lo spauracchio della Patrimoniale (Podcast).

Venerdì 27 agosto 2021 IL QUINDICINALE la newsletter di Italiano della Finanza

A settembre Italiano della finanza ritorna con un po’ di novità.

A presto!

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