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Linguaggio delle assicurazioni

Il Capitale Umano di Paolo Virzì

Il Capitale Umano del regista livornese Paolo Virzì (2014) è un film ambientato alla vigilia della crisi finanziaria che ha colpito l’Italia a fine 2011.

Tratto dal romanzo di Stephen AmidonThe Human Capital (2004)Il Capitale umano parte da un noir ambientato nella provincia americana che Paolo Virzì riscrive in chiave brianzola, una delle zone più ricche d’Italia.

Il titolo della storia prende spunto dal linguaggio delle compagnie di assicurazioni. Il capitale umano è il risarcimento da liquidare ai superstiti in caso di morte di un assicurato, calcolato in base al suo valore economico in vita.

I personaggi

Il film si suddivide in quattro capitoli, Dino, Carla, Serena, Il Capitale Umano. che raccontano da tre punti di vista differenti lo stesso arco temporale che precede un gravissimo incidente stradale.

Dino, immobiliarista e arrampicatore sociale, è avido e sensibile soltanto ai facili guadagni; la sua compagna Roberta è invece fiera di aiutare il prossimo come psicologa di sostegno in una struttura pubblica.

Carla è una ricca signora borghese moglie del finanziere e speculatore Bernaschi. Vive comoda e agiata ma deve fare i conti col fatto che i soldi provengono da speculazioni che scommettono sulla rovina dell’Italia stessa.

Completa il quadro Serena, figlia di Dino, un personaggio positivo che insieme a Roberta affronta la parte finale del film. Le due donne infatti prima della felicità individuale si preoccupano del benessere collettivo.

Ruotano intorno ai protagonisti anche altri personaggi secondari come Donato, l’amante di Carla, professore con velleità di scrittore, alla ricerca del tornaconto personale.

Luca, orfano di entrambi i genitori, che è manipolato da uno zio sbandato e scroccone che aspetta che il giovane compia diciotto anni per gestirne la rendita che ha ricevuto come risarcimento dopo la morte della madre.

Massimiliano, figlio viziato arrogante e fragilissimo dei Bernaschi, che è in perenne ansia da prestazione a causa delle aspettative molto alte del padre.

La disperata (e vana) ricerca della felicità

Nonostante Il Capitale Umano sia diverso dal resto dei suoi film, torna sempre il racconto della disperata ricerca della felicità.

Ma la felicità non esiste, e questo lo sanno bene tutti i personaggi del lungo e glorioso cinema di Paolo Virzì.

L’opera prima La bella vita (1994), lo spietato Ferie D’Agosto (1995), l’amaro Caterina va in città (2002), il disperato Tutta la vita davanti (2008), l’intenso La pazza gioia (2016): di tutti, ve ne consiglio la periodica visione.

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