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I mercati

Il terzo mercato

Vi raccontiamo oggi la storia del Terzo Mercato, che operava accanto ai mercati ufficiali, e le cui contrattazioni sembra avvenissero nel retrobottega di un bar.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche e ascolta i podcast (speaker Marco Chiappini).

La volatilità del Btp

Il Btp o Buono del Tesoro Poliennale è da sempre uno degli investimenti preferiti dei risparmiatori italiani.

Nonostante si tratti di un titolo a rendimento e a capitale garantito, che lo Stato rimborserà alla scadenza naturale, la vita di un BTP è costellata di momenti di alta volatilità che a volte supera quella dei titoli azionari, che di garantito non hanno nulla.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche e ascolta i podcast (speaker Marco Chiappini).

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Bitcoin, Blockchain, Nifty

Bitcoin, blockchain e Nifty sono tre parole entrate nell’italiano. Vediamo più da vicino di cosa si tratta.

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L’emissione del BTP Futura 2033

la riforma fiscale

E’ in corso il collocamento della quarta emissione del BTP Futura, il titolo di stato destinato al mercato retail, il cui gettito finanzierà gli interventi per la ripresa economica dell’Italia.

Il collocamento è oggi alla sua terza giornata e proseguirà fino al 12 novembre, salvo chiusura anticipata.

Il titolo ha scadenza 2033 e un meccanismo di rendimento di tipo step up, con cedole fisse già stabilite, in graduale aumento nel tempo: 0,75% dal primo al quarto anno, 1,25% dal quinto all’ottavo anno e 1,70% dal nono al dodicesimo anno.

Per saperne di più sui BTP Futura, ne ho parlato in questo articolo e podcast.

Gli indici di Piazza Affari

Il FTSE MIB, acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa è l’indice azionario di Piazza Affari per eccellenza.

Accanto al FTSE Mib ci sono gli indici FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Small Cap.

Per praticare l’abilità di comprensione orale del testo, scarica le attività didattiche in .pdf e ascolta i podcast (speaker Marco Chiappini).

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Whatever it takes, costi quel che costi

Nell’estate del 2012, il 26 luglio, dopo nemmeno un anno dal suo insediamento a capo della BCEMario Draghi pronunciò il famoso discorso Whatever it takes, la cui portata rimane ancora oggi epocale.

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La Tobin Tax

La Tobin Tax è un’imposta pensata nel 1972 dall’economista premio Nobel James Tobin, che fu tra i primi a proporre un prelievo sulle transazioni finanziarie, al fine di scoraggiare le speculazioni sulle valute.

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Gli indici principali di Piazza Affari

Il FTSE MIB, acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa è l’indice azionario italiano per eccellenza.

Gli indici principali di Piazza Affari

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È il riferimento utilizzato da stampa e televisione per far capire come sta andando la Borsa in Italia. 

All’interno del suo paniere ci sono i principali 40 titoli azionari italiani, che rappresentano circa l’80% della capitalizzazione complessiva del mercato della penisola.

Sono quindi le società italiane a maggior capitalizzazione, flottante, e liquidità, a guidare l’andamento dell’indice.

La capitalizzazione è il valore di mercato totale di tutte le azioni di una società; il flottante è il numero di azioni emesse, e che possono essere scambiate sul mercato; la liquidità è la disponibilità di mezzi di pagamento a brevissimo termine.

Circa due terzi dell’indice si concentra in una decina di società e questa concentrazione è evidente anche a livello settoriale; il settore finanziario occupa quasi il 40% dell’indice, seguito da quello energetico e dalle utilities.

Ogni trimestre avviene la revisione delle società che compongono il listino, a seguito di operazioni sul capitale, o di variazioni del flottante oppure dopo scorpori di rami d’azienda, fusioni, delisting (è la cancellazione dalle contrattazioni), o nuove quotazioni.

Gli indici principali di Piazza Affari: le piccole e medie imprese

Accanto al FTSE Mib ci sono gli indici FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Small Cap.

Il primo indice accoglie le prime 60 società per capitalizzazione che non appartengono all’indice FTSE MIB; il secondo invece ospita le 120 società a bassa capitalizzazione, ma che di fatto rappresentano da sempre la punta di diamante dell’economia italiana.

Tra le società della piccola impresa quotate in Borsa ci sono marchi famosi come Bialetti, Geox, Pininfarina, Piquadro.

Anche le società a media e bassa capitalizzazione sono sottoposte a una revisione trimestrale, rendendo gli indici sempre dinamici e offrendo opportunità di diversificazione alle società di gestione del risparmio che ne replicano la composizione dei panieri.

Ascolta il podcast (voce e musica Marco Chiappini)

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Il Btp Italia e il Btp Futura

La volta scorsa abbiamo parlato del tradizionale Btp, le cui caratteristiche lo hanno reso negli ultimi anni molto volatile e sensibile alle incertezze del paese, e quindi poco adatto ai portafogli dei risparmiatori più prudenti.

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Btp Italia

Per questo, dal 2012 il debito pubblico italiano si è arricchito di un altro tipo di obbligazione, il Btp Italia, un titolo indicizzato all’inflazione italiana, con cedole semestrali e di durata che va dai 4 ai 5, ai 6 e agli 8 anni, pensato “soprattutto per le esigenze di risparmiatori e investitori retail”.

Il suo rendimento è allineato all’evoluzione del costo della vita e questo gli garantisce una certa stabilità. Ogni sei mesi, chi ha investito in questo titolo riceve un tasso di interesse rivalutato all’inflazione, sulla base dellIndice ISTAT sui prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI) con esclusione dei tabacchi.

In caso di deflazione, cioè di inflazione negativa, viene comunque garantita la corresponsione degli interessi: le cedole vengono comunque calcolate sul capitale nominale investito.

Il Covid-19 e il Btp Futura

Al fine di finanziare la ripresa economica dal Covid-19 e le spese per fronteggiare la pandemia, prima fra tutti la campagna vaccinale, lo scorso 19 aprile il Ministero delle Finanze ha iniziato il collocamento del Btp Futura.

L’emissione del Btp Futura è stato oggetto di campagna di sensibilizzazione per coinvolgere i cittadini a sostenere il Paese e la sua ripresa, e per “accrescere l’interesse e la partecipazione verso gli strumenti di gestione del debito pubblico, garantiti dallo Stato e cruciali per spesare molti servizi/misure di cui i cittadini beneficiano ogni giorno”.

Lo spot presenta una carrellata di immagini che raccontano l’Italia innovativa, produttiva, solidale, accogliente, e sottolinea l’importanza del debito pubblico come una risorsa necessaria a sostenere la spesa per la vita di tutti i giorni: “la cura delle persone che amiamo, la salute delle nostre imprese, l’innovazione, la salvaguardia del nostro saper fare.” 

E le tasse?

L’introduzione del Btp Futura, destinato proprio a un pubblico di piccoli investitori, fa riflettere su come il risparmio degli italiani rappresenti una risorsa in questo paese.

E anche una stortura.

Perché per coprire il debito pubblico si fa appello al risparmio.

Quando in realtà, questo dovrebbe essere coperto dalle tasse,  che se tutti pagassero regolarmente, sosterrebbero la spesa pubblica. 

Compresa quella sanitaria.

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Il Btp e la sua volatilità

il btp e la sua volatilità

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Il Btp o Buono del Tesoro Poliennale è da sempre uno degli investimenti preferiti dei risparmiatori italiani.

Si tratta di un’obbligazione a tasso fisso emessa dallo Stato Italiano, che si impegna a pagare interessi semestrali e a restituire il capitale alla scadenza.

I risparmiatori o gli investitori istituzionali possono acquistarlo attraverso un’asta che si svolge regolarmente ogni mese, oppure direttamente sul mercato.

Le scadenze del Btp possono variare dai cinque, ai dieci, ai venti e addirittura ai trent’anni.

La lunga durata e la natura di titolo a tasso fisso rendono le fluttuazioni dei prezzi molto altalenanti, proprio perché oggetto di transazioni mordi e fuggi, soprattutto in momenti di instabilità nella situazione politica e economica del paese (come successe tra il 2011 e il 2012).

Nonostante si tratti di un titolo a rendimento e a capitale garantito, che lo Stato rimborserà alla scadenza naturale, la vita di un BTP è costellata di momenti di alta volatilità che a volte supera quella dei titoli azionari, che di garantito non hanno nulla.

Non ci credete?

Diamo un’occhiata all’andamento degli ultimi dieci anni del BTP scadenza 1 febbraio 2037 con cedola del 4% (che oggi definiremmo senza dubbio un rendimento molto molto appetibile).

Il titolo, nato il 19 ottobre del 2005 ad un prezzo di 101,29, ha registrato un minimo storico di 62,50 (era il 9 novembre 2011, i giorni dello spread Btp-Bund a 575 e della paura di un possibile default dello stato italiano); nel 2020, durante la prima fase della pandemia, il Btp 2037 ha toccato punte minime intorno ai 117, per poi risalire vertiginosamente e arrivare al massimo registrato, lo scorso 12 febbraio, di 146,54.

Provate ora a mettervi nei panni di un risparmiatore.

Che cosa avreste fatto se aveste comprato il titolo all’emissione, ve lo foste tenuto in portafoglio prendendovi quel 4% annuo, sicuro e tranquillo, e a un certo punto, a novembre 2011, vi foste accorti del tonfo del prezzo sul mercato, che, virtualmente vi stava facendo perdere quasi il 40% del vostro capitale.

Viceversa, che cosa fareste oggi, con il titolo ai massimi storici, magari acquistato ad un prezzo vantaggioso in una delle fasi più critiche di mercato? E dove reinvestireste i soldi guadagnati?  

E ancora: farà meglio un cassettista, il cui unico scopo è quello di tenere in portafoglio dei titoli duraturi con un buon rendimento, e di portarli a scadenza naturale?

Beh, vi dico la mia, che per mestiere un po’ di queste burrasche le ho viste e le ho vissute, e passavo le giornate incollata alle quotazioni dei Btp in tempo reale.

Tenere. Vendere. Comprare. Rivendere, sfruttando i vantaggi fiscali delle minusvalenze accumulate.

In quei momenti questi erano i dilemmi per molti dei miei clienti, ma di fatto erano davvero l’ultimo dei problemi.

Perché il rischio che il paese Italia finisse a gambe per aria era palpabile.

Molto. Palpabile.

Ascolta il podcast (voce e musica di Marco Chiappini)

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