Dal biscione al pizzone

Il biscione e il pizzone sono due nomi alterati che sintetizzano l’ascesa delle televisioni private in Italia. Questo è il racconto (o almeno prova ad esserlo!) di quello che successe nell’etere italiano tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

Il biscione

TeleMilano è stata l’emittente televisiva via etere fondata nel 1978 dalla società finanziaria Fininvest dell’imprenditore Silvio Berlusconi, che l’aveva rilevata da Telemilanocavo, una televisione privata via cavo, canale di servizio per gli abitanti del quartiere residenziale di Milano 2, costruito dalla società edile Edilnord (di proprietà di Silvio Berlusconi), sempre in quegli anni.

Il simbolo dell’emittente televisiva (che nel 1980 sarebbe diventata Canale 5) è il biscione, ispirato allo stemma della famiglia Visconti, Signori della città durante il Medioevo e già simbolo del nuovo quartiere di Milano 2 (e di altre importanti società meneghine).

In ambito locale

La televisione via cavo è uno strumento di trasmissione delle immagini televisive attraverso un cavo.

La televisione via etere (o terrestre) arriva agli utenti grazie a delle onde radio che i trasmettitori sulla superficie terrestre emettono, e che un’antenna televisiva riceve.

Nonostante la Costituzione e il monopolio RAI impedissero le trasmissione via etere, non c’era nessun impedimento per le televisioni via cavo, che negli anni Settanta iniziarono così a spuntare un po’ in tutta Italia, in forma molto molto artigianale.

Nel 1976 il ministero delle Poste accusò le radio locali di disturbare i pubblici servizi con le loro interferenze. Ma il 28 luglio di quello stesso anno la Corte di Cassazione affermò per la prima volta la legittimità delle emittente private, purché le loro trasmissioni si mantenessero in ambito locale.

Se il settore radiofonico fu un fenomeno (che qualcuno chiamò i cento fiori) legato al bisogno di esprimere le posizioni ideologiche di stampo libertario, le emittenti televisive erano sorte per iniziativa di piccoli imprenditori che volevano sfruttare il mercato pubblicitario locale attraverso programmi televisivi esteri, acquistati a basso costo.

Ai mezzi classici della grande pubblicità, la stampa, la radio e la tv pubblica, il cinema, le affissioni, si affiancava questo nuovo sistema televisivo in ambito locale, che fino ad allora non era mai stato considerato.

Sua Emittenza

Il piccolo commerciante o le piccole e medie imprese artigianali potevano reclamizzare i loro prodotti direttamente sul territorio, con maggiore presa sui potenziali clienti. Gli inserzionisti sostenevano indirettamente la programmazione delle televisioni locali.

Queste molto spesso erano carenti sotto il profilo tecnico e produttivo, pertanto si affidavano alla concessionaria di pubblicità per la scelta e l’acquisto dei programmi televisivi.

La concessionaria diventa così il nucleo di quelle che sarebbero diventate delle vere e proprie reti, somiglianti al modello americano dei network.

Siamo ben lontani dal concetto di ambito locale a cui faceva riferimento la sentenza della Corte di Cassazione.

In questo vuoto normativo si fa strada Telemilano che trasmette la stessa programmazione in 11 regioni, per mezzo di altrettante stazioni locali appartenenti al network. Tra il 1979 e il 1980 arriveranno anche un centro di produzione, un centro di acquisto e distribuzione programmi e una concessionaria di pubblicità.

Qualche anno più tardi, dopo aver consolidato la sua presenza nel panorama delle emittenti private italiane e europee, a Silvio Berlusconi sarà attribuito il soprannome di Sua Emittenza, per assonanza al titolo onorifico dei cardinali, Sua Eminenza.

Il pizzone

Vediamo da vicino come funzionava il sistema delle videocassette, ossia il pizzone.

Il Cavaliere aveva comprato tante piccole televisioni private via cavo su tutto il territorio nazionale. Ovviamente non poteva avere una programmazione in simultanea in quanto quelle televisioni private, per legge, potevano trasmettere solo in ambito locale.

A Fininvest però interessa che le inserzioni pubblicitarie dei suoi clienti vadano in onda contemporaneamente e su scala nazionale.

Ad aggirare il veto della Costituzione è l’avvocato Aldo Bonomo, considerato il pioniere della televisione privata in Italia, che escogita il pizzone, o sistema delle videocassette.

Ogni giorno partivano da Fininvest venti cassette registrate che ogni televisione privata metteva in onda alla stessa ora, rendendo possibile una programmazione su tutto il territorio nazionale.

Dal biscione al pizzone: grammatica e curiosità

Così come il biscione, anche il pizzone deriva da un’alterazione del sostantivo pizza. La biscia è una tipologia di serpente piuttosto comune in Italia (innocuo). La pizza è la pellicola di un film arrotolata su una bobina.

I due sostantivi femminili diventano maschili con l’aggiunta dell’accrescitivo -one, che ne cambia ovviamente il significato. Il biscione è una biscia grande, il pizzone si usa per riferirsi alle videocassette per i palinsesti televisivi, differenziandosi dalla pellicola per i film.

A proposito di cassette e pizzoni, una curiosità: il 26 gennaio 1994 fu proprio una videocassetta da 9′ e 25”, spedita a tutti i telegiornali nazionali, ad annunciare la discesa in campo di Silvio Berlusconi.

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