La Borsa delle grida

La negoziazione alle grida era un “tipo di negoziazione, caratteristico delle borse italiane fino agli anni ’90 del Novecento, in cui gli intermediari autorizzati, riuniti attorno ad appositi recinti, gridavano le rispettive proposte di acquisto o di vendita specificando il titolo, la quantità e il prezzo. I contratti venivano conclusi in forma orale  e formalizzati per iscritto nel corso della giornata.” (fonte www.borsaitaliana.it)

Qualche riferimento cinematografico

L’abbiamo vista tante volte nei film americani, Wall Street di Oliver Stone resta sicuramente tra i più famosi, ma avevamo assistito al chiasso della piazza delle contrattazioni anche in una commedia di qualche anno prima, Trading Places di John Landis, che in Italia arrivò con il titolo di Una poltrona per due (e che ancora oggi resta un super classico del pomeriggio di Natale).

Sempre in tema di pellicole, agli appassionati di cinema italiano non sarà sfuggito l’incontro tra Monica Vitti e Alain Delon ne L’Eclisse (1962) di Michelangelo Antonioni, proprio all’interno della Borsa di Roma, ospitata nel suggestivo Tempio di Adriano.

Se il film ve lo siete perso, recuperatelo su YouTube.

E la prossima volta che sarete a Roma, da Via del Corso prendete la traversa che porta al Pantheon, passate accanto al Tempio di Adriano, e cercate l’entrata della storica sede, in Via de Burrò.

Roma, Tempio di Adriano

Dopo l’abolizione del mercato gridato che avvenne nel 1994, la Borsa di Roma fu accorpata con tutte le altre piazze finanziare italiane (Trieste, Venezia, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna e Palermo) alla Borsa di Milano.

Spesso appellata dalla stampa come Piazza Affari, la Borsa Valori di Milano dal 1932 ha la sua sede nell’elegante Palazzo Mezzanotte, sito proprio in Piazza Affari.

Milano, Palazzo Mezzanotte

La Borsa delle grida: il recinto e le contrattazioni

Le contrattazioni si svolgevano in dei recinti che si indicavano con la parola francese corbeilles, dove gli agenti di cambio compravano e vendevano azioni, gridando e facendo gesti tramite i quali proponevano i loro affari.

Le grida erano stabilite dalla legge per rendere pubblica la transazione.

I gesti che indicavano i titoli da contrattare venivano fatti con le mani e con le parti del viso. Si trattava di convenzioni adottate e riconosciute da tutti gli operatori. Se si voleva comprare il titolo Eridania, ad esempio, un’azienda che produceva zucchero, ci si toccava la lingua con l’indice e il pollice, come se si stesse assaggiando lo zucchero. Per la Fiat, la nota industria automobilistica torinese, si simulava il movimento del volante di un’automobile; oppure, ancora, se si voleva negoziare titoli azionari di Generali, un’azienda di assicurazioni, con la mano si faceva il noto gesto del saluto militare. (per un ulteriore approfondimento, puoi guardare qui)

All’interno delle corbeilles si accertavano i prezzi ufficiali e si redigevano i listini, trasmessi a un funzionario che si trovava al centro del recinto e che doveva raccogliere le notifiche. A fine giornata si stilava il listino ufficiale.

Le fasi di contrattazioni erano tre: l’apertura, il durante e la chiusura, quest’ultima corrispondeva alla compilazione del listino.

Dalla Borsa delle grida a quella telematica

Nonostante i prezzi si formassero sul mercato ufficiale, questi erano comunque poco rappresentativi, poiché a Borsa chiusa gli agenti continuavano la negoziazione dei titoli su un mercato non ufficiale.

Inoltre la struttura organizzativa che avrebbe dovuto sostenere le negoziazioni non consentiva un aggiornamento in tempo reale delle quotazioni.

Il passaggio alla borsa telematica si completò tra il 1992 e il 1994 e comportò un cambiamento radicale sia per gli operatori finanziari che per gli spazi della contrattazione.

Gli agenti di cambio non erano più gli attori principali degli scambi, ma soprattutto lo spazio fisico della parterre (la sala delle contrattazioni) cedeva il passo a una piattaforma globale, capace di incrociare ordini di acquisto e di vendita provenienti dai luoghi più disparati e in pochissimo tempo.

In questa epoca di Covid19, proprio nel mezzo della seconda ondata, rivedere le immagini degli scambi gridati tra i recinti affollati ci fanno sembrare quel tempo ancora più lontano.

Anna Quaranta

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi